Lettera al Presidente russo Putin.

Egregio Sig. Presidente Putin,


sono una cittadina italiana e di professione faccio la escort di alto livello. Durante la mia carriera professionale, ho avuto il privilegio di concedere la mia compagnia ed i servizi da me offerti a molti cittadini ucraini nonché a diversi suoi connazionali. In entrambi i casi, ho avuto il piacere di constatare che sono persone assolutamente rispettose della donna in quanto tale, capaci di rapportarsi in modo corretto anche con un’accompagnatrice di alto livello come me.


Se proprio devo muovere un piccolo appunto, ho constatato che tanto gli ucraini ma anche i russi siano dei grandi bevitori di vodka, in particolar modo dopo la fine della loro giornata lavorativa. Nonostante ciò, pur inebriati dall’alcol, rimangono sempre persone goliardiche ed estremamente piacevoli anche nel privato. Come dovrebbe sempre essere.


Con la presente, Illustrissimo Presidente, semmai dovesse leggere questo mio scritto, Le chiedo di non stravolgere con questa guerra che si profila all’orizzonte, la vita delle persone che abitano in Ucraina. Perché tutto questo avrebbe ripercussioni a livello mondiale.


Tutti noi ricordiamo i tempi della Seconda guerra mondiale, che purtroppo causò migliaia e migliaia di vittime anche tra i cittadini e i militari delle varie nazioni dell’Est Europa. Compresi moltissimi suoi connazionali. Senza tralasciare le sofferenze degli orfani, la fame, l'instabilità economica e la faticosissima rinascita post-bellica.


Se i cittadini dell’Ucraina, residenti nelle zone che lei ha reclamato e si è autonomamente annesso (mi riferisco ai territori del Donbass) hanno il desiderio di ricongiungersi alla terra madre Russia, li esorti ad andarsene da quei territori oltrepassando i confini dell’Ucraina entrando nei vasti territori della Russia. Oppure li inviti a coabitare, rispettandosi l'un con l'altro.

Ma da qua ad agire con un intervento militare armato, con il pericolo che ci sia un allargamento del conflitto non solo alle Nazioni vicine ma anche a livello europeo se non addirittura mondiale, lo trovo veramente scandaloso.

Io da semplice cittadina italiana, osservatrice attenta di cosa sta succedendo nella non tanto lontana Ucraina, non posso credere che Lei, per una forma di nazionalismo e/o di patriottismo, possa permettere tutto questo.


A meno che non ci siano altre motivazioni alla base del conflitto appena esploso con l’Ucraina. Per esempio, una forma di rivalsa per la storia passata o, peggio ancora, per degli interessi puramente economici.


Dovremmo tutti quanti imparare che la vita umana non ha prezzo. Che le guerre portano solo morte e distruzione. Che il dialogo e la diplomazia internazionale dovrebbe rappresentare l’unica arma da utilizzare per risolvere questioni, anche estremamente complesse, come quelle riguardanti i confini ed i territori di una nazione vicina.


Rifletta Presidente Putin. Cordialmente. Daisy.

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